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Primo amore (2004)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 19 feb 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

Primo amore

Italia 2004 dramma 1h40'


Regia: Matteo Garrone

Soggetto: Marco Mariolini (Il cacciatore di anoressiche)

Sceneggiatura: Matteo Garrone, Massimo Gaudioso, Vitaliano Trevisan

Fotografia: Marco Onorato

Montaggio: Marco Spoletini

Musiche: Banda Osiris

Scenografia: Paolo Bonfini

Costumi: Francesca Leondeff


Vitaliano Trevisan: Vittorio

Michela Cescon: Sonia

Elvezia Allari: Anna

Paolo Capoduro: Paolo

Roberto Comacchio: padre di Sonia


TRAMA: Vittorio, un piccolo artigiano orafo veronese, ha un'ideale femminile molto preciso: il suo apprezzamento per il corpo e per la mente di una donna deve essere allo stesso livello e il corpo della donna deve essere molto magro. Incontra con un appuntamento al buio Sonia che lo attrae ma che vuole con molti chili in meno. La donna accetta di adeguarsi ai suoi desideri ed inizia una dieta strettissima che la condurrà a una forma di schiavitù fisica e mentale.


Voto 7



Matteo Garrone, che si era fatto notare dal precedente e sorprendente L'imbalsamatore, ci fa compiere un viaggio allucinante in un rapporto d'amore malato, in una passione ambigua e distorta. Una anomala storia di anoressia non spontanea, chiesta per amore da parte di un uomo, Vittorio, che lei, Sonia, asseconda per corrispondere, dimagrendo fino all’inverosimile: paiono un carnefice e una vittima consenziente. Fa impressione vedere come la psicologia di due persone che scelgono una strada d’amore perverso possa andare avanti, sperando nel contempo che questa discesa trovi un limite che invece non si vede.



Molto della riuscita del film è dovuta alla straordinaria disponibilità dei due attori, totalmente immedesimati nel loro improbo compito: da una parte un lui malato ed esigente, dall’altra la predisposizione della lei a rendersi arrendevole e disposta alle richieste.



Tratto da Il cacciatore di anoressiche, romanzo di Marco Mariolini, è un racconto e un film d'autore cerebrale in cui si apprezza l'ottima prova di Michela Cescon che fu premiata come attrice rivelazione, oltre alla colonna sonora della Banda Osiris premiata alla Berlinale. Il film può risultare perfino disturbante, tanto la regia affonda nella mania del protagonista e per la straordinaria Cescon che cerca di soddisfare le richieste del partner fino allo sfinimento fisico e mentale. Da parte sua, il protagonista maschile, Vitaliano Trevisan, che in realtà è uno scrittore, drammaturgo, regista teatrale, librettista, sceneggiatore e saggista, ha un phisique du role così adatto che risulta una presenza inquietante.



È il risultato della continua ricerca da parte di Matteo Garrone nelle storie dei corpi e dei rapporti umani che in seguito vedremo ancora, anche se in proporzioni sopportabili: anche il suo film più premiato, Dogman, è pur sempre un racconto di corpi dilaniati dalle periferie urbane e mentali.




 
 
 

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