Ritorno in Borgogna (2017)
- michemar

- 15 nov 2019
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 9 apr 2024

Ritorno in Borgogna
(Ce qui nous lie) Francia 2017 commedia 1h53’
Regia: Cédric Klapisch
Sceneggiatura: Cédric Klapisch, Santiago Amigorena
Fotografia: Alexis Kavyrchine
Montaggio: Anne-Sophie Bion
Musiche: Loïc Dury, Christophe Minck
Scenografia: Marie Cheminal
Costumi: Anne Schotte
François Civil: Jérémie
Ana Girardot: Juliette
Pio Marmaï: Jean
Jean-Marc Roulot: Marcel
María Valverde: Alicia
Yamée Couture: Océane
Karidja Touré: Lina
Florence Pernel: Chantal
Jean-Marie Winling: Anselme
TRAMA: Alla morte del padre viticoltore, Jean rientra dopo tanto tempo in famiglia in Borgogna. Insieme ai fratelli dovrà decidere che cosa accadrà alla tenuta di famiglia e chi eventualmente dovrà prenderne il controllo, riavviando l'attività.
Voto 7

A distanza temporale e concettuale dai film allegri e variopinti, vivacemente giovanili e quindi di formazione, girati in scenografie estere (L’appartamento spagnolo - Bambole russe - Rompicapo a New York), Cédric Klapisch torna come persona matura e pacata come voler tornare alle origini, alla Francia, con un film più intimista e sussurrato, ambientato totalmente nella affascinante campagna della Borgogna. Terra di vini, di estensioni enormi di vigneti, che nell’autunno delle vendemmie si tinge dei colori più belli dell’autunno.

È il ritorno e il ritrovarsi di tre fratelli a causa della morte del loro padre vignaiolo, di tre persone che hanno ormai destini e strade molto differenti: Jean è andato alla ricerca della sua vita dall’altra parte del mondo, in Australia, ed è ancora perplesso; Juliette sta ereditando l’azienda vinicola di famiglia, ma si sente incerta e insicura; Jérémie si è sposato, ha un figlio, è ancora giovanissimo. La morte del padre li lascia definitivamente orfani e comproprietari di una grande vigna, ma con una tassa di successione astronomica sulle spalle, praticamente impossibile da saldare senza vendere quasi tutto. Che fare? Tornare tutti a casa? Vendere e liberarsene? Ma si conoscono ancora? Sono sempre in sintonia?

Si guardano negli occhi, parlano, iniziano intanto la vendemmia, assaggiano i vini, discutono dei risultati e si accorgono di tante cose a cui non pensavano più. Il film diventa un’opera rara sulla poeticità della vendemmia ed è difficile trovarne uno come questo, perché la Borgogna si basa ancora su imprese familiari, non è stato assorbito da corporation o industrie vinicole che hanno catene di comando non legate necessariamente alla terra e al territorio e per sviluppare la storia quello dell’azienda a misura d’uomo si rivela un aspetto fondamentale. Una scelta ben precisa del regista.

Un film così pacato che ci si innamora della campagna e del processo naturale che la anima, anche per merito della festa tradizionale della regione che Cédric Klapisch ha voluto inserire nella trama: la paulée, che si fa terminata la vendemmia. Ogni zona vinicola ne ha una sua versione, in Borgogna accade come si vede nel film.

Dolce e poetico, il film ha il ritmo giusto e non ha e non dà fretta, segue il corso delle stagioni, lente e sicure, come l’albero di riferimento che cambia a seconda del periodo. Dice il regista a questo proposito: “Mi sono messo alla ricerca in Borgogna di un albero che potesse testimoniare il mutare delle stagioni. L'incontro con il fotografo Michel Baudoin è venuto in mio soccorso: è stato lui che mi ha mostrato due ciliegi tra i vigneti e che, per gioco, ogni due settimane li ha fotografi, registrando ogni volta un filmato di un minuto. Nel 2011, sono ritornato negli stessi luoghi ma mi sono accorto come tutto fosse grigio a causa della pioggia e come l'uva fosse meno bella dell'anno precedente. Da quel che ho potuto capire allora, il mondo del vino dipende in maniera intrinseca dai capricci del tempo.” E poi ancora: “Bere vino presuppone anche la consapevolezza di sapere identificare e distinguere i sapori della terra, una consapevolezza che nel mio caso si è tramandata di padre in figlio. Ecco perché ho voluto fare un film sul vino: per parlare di famiglia, di ciò che si trasmette ai figli e di ciò che si eredita dai genitori.”
Il bel titolo originale Ce qui nous lie: Ciò che ci lega.






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