Robin e Marian (1976)
- michemar

- 14 feb
- Tempo di lettura: 3 min

Robin e Marian
Robin and Marian
USA 1976 dramma/avventura 1h46’
Regia: Richard Lester
Sceneggiatura: James Goldman
Fotografia: David Watkin
Montaggio: John Victor Smith
Musiche: John Barry
Scenografia: Michael Stringer
Costumi: Yvonne Blake
Sean Connery: Robin Hood
Audrey Hepburn: Lady Marian
Robert Shaw: sceriffo di Nottingham
Richard Harris: Riccardo Cuor di Leone
Nicol Williamson: Little John
Denholm Elliott: Will Scarlett
Kenneth Haigh: Sir Ranulf
Ronnie Barker: Fra’ Tuck
Ian Holm: Re Giovanni
TRAMA: Robin torna da una crociata e scopre che Marian, nell’attesa, s’è fatta monaca. Il problema si risolve in fretta e i due tornano insieme. Quel che non si risolve subito è il dissidio con lo sceriffo di Nottingham. Nel duello finale Robin risulta vittorioso, anche se Marian, per il futuro, ha delle idee un po’ particolari.
VOTO 7

Tutti si invecchia, almeno quelli che ce la fanno. Vedere invecchiare un mito – dell’infanzia, dell’avventura, della giustizia sociale pur se solo fantasiosa – invece è una sorpresa, in quanto nella nostra mente gli eroi sono sempre giovani e baldanzosi. L’idea di Richard Lester è originale: mostrarci l’età matura di Robin Hood e della sua bella e amata Marian, che ovviamente nel tempo non solo sono invecchiati ma hanno anche seguito strade particolari.
Dopo vent’anni passati a combattere per Riccardo Cuor di Leone (Richard Harris), un Robin Hood (Sean Connery) ormai invecchiato torna in Inghilterra insieme a Little John (Nicol Williamson), dopo essere scampato all’esecuzione ordinata dal re morente. Rientrato a Sherwood, scopre che le sue imprese sono diventate leggenda e ritrova i vecchi compagni Will Scarlet (Denholm Elliott) e Fra’ Tuck (Ronnie Barker). Robin cerca subito Marian (Audrey Hepburn), che nel frattempo è diventata badessa. La loro relazione riprende, ma viene messa in pericolo quando lo sceriffo di Nottingham (Robert Shaw) tenta di arrestarla su ordine di re Giovanni (Ian Holm). Robin la salva contro la sua volontà e, sfidando l’autorità regia, raduna nuovamente i suoi uomini, attirando l’attenzione del crudele Sir Ranulf (Kenneth Haigh), deciso a eliminarlo.
Lo scontro finale avviene in campo aperto: Robin rifiuta di restare nascosto nella foresta e affronta lo sceriffo in duello, riuscendo a ucciderlo pur essendo gravemente ferito. L’esercito di Ranulf attacca e molti dei compagni vengono catturati o uccisi, mentre Little John riesce a eliminare il nemico. Portato da Marian nell’abbazia, Robin crede di poter guarire, ma lei, comprendendo che non sopravvivrebbe, prepara una pozione mortale e la beve insieme a lui, come atto d’amore e pietà. Mentre Little John irrompe in lacrime, Robin chiede il suo arco e scocca un’ultima freccia dalla finestra, chiedendo di essere sepolto con Marian nel punto in cui cadrà.
Tenero, avventuroso, brillante, con il sorriso ironico di due attori memorabili in una storia ancora più fantasiosa della leggenda. Un’idea, soprattutto, che si rivela originale, scaturita da un regista che ama rischiare. Il film stesso è originale anche se percorre un filo narrativo tradizionale, ed è anche moderno per la sua vivacità pur nella classicità dei suoi personaggi e delle avventure. Robin è tornato stanco e grigio dalle crociate, Marian, a furia di aspettarlo, è diventata monaca: è il crepuscolo del film d’avventura ma per la statura dei due personaggi, unitamente alla sceneggiatura intelligente, ne viene fuori un’opera romantica e affascinante, in cui la bravura, la simpatia e la bellezza di questi due protagonisti la fanno da padrona.
Non manca nulla per essere un film piacevole: romantico al punto giusto (fino a commuovere in alcuni frangenti), avventuroso come un romanzo fantasy, duro nel duello finale fino allo sfinimento, personaggi tosti e tondi. E un cast bellissimo, dove oltre a Sean Connery e Audrey Hepburn troviamo Richard Harris e Robert Shaw.
“Marian che cosa ci fai con quel costume?”
“Ci vivo dentro!”


























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