Silkwood (1983)
- michemar

- 5 ott 2019
- Tempo di lettura: 2 min

Silkwood USA 1983, drammatico, 2h11'
Regia: Mike Nichols Sceneggiatura: Alice Arlen, Nora Ephron Fotografia: Miroslav Ondrícek Montaggio: Sam O'Steen Musiche: Georges Delerue Scenografia: Patrizia von Brandenstein, Richard D. James Costumi: Ann Roth
Meryl Streep: Karen Silkwood Kurt Russell: Drew Stephens Cher: Dolly Pelliker Craig T. Nelson: Winston Diana Scarwid: Angela Fred Ward: Morgan Ron Silver: Paul Stone Bruce McGill: Mace Hurley
TRAMA: La vera storia di Karen Silkwood, impiegata in una fabbrica di materiale radioattivo destinato all’utilizzo nelle centrali nucleari e molto attiva nel sindacato. Dopo essersi scoperta positiva a una contaminazione da plutonio nell’autunno 1974, Karen decise di denunciare la compagnia per la quale lavorava, la Kerr-McGee, sostenendo di possedere le prove documentali per inchiodarli. Ma il 13 novembre dello stesso anno la donna rimase vittima di un incidente stradale avvenuto in circostanze misteriose.
Voto 7

Mike Nichols - autore ben apprezzato dalla critica, dai colleghi e dagli attori, e secondo me non ancora sufficientemente dal grosso pubblico, che si è espresso in opere di generi diversificati, tutti di grande livello - sulla scorta di una sceneggiatura firmata da Nora Ephron e Alice Arlen, tratta dalla storia vera di Karen Gay Silkwood, attivista sindacale americana morta nel 1974, sviluppando il discorso sui rischi dell’energia nucleare e le responsabilità criminali delle multinazionali energetiche, iniziato da Hollywood alla fine degli anni Settanta con 'La sindrome cinese' e proseguito con il mitico documentario-concerto No Nukes. E perché no, anche con North Country - Storia di Josey anche se per altre cause di malattie mortali.

Karen Silkwood lavora in una fabbrica di materiale atomico che utilizza il plutonio. Quando nota le irregolarità nella gestione dell'azienda, si rivolge al sindacato per denunciarle, ma la scelta le costa l'isolamento da colleghi e affetti.

Costretto per motivi legali ad attenersi fedelmente ai soli fatti, pena enormi rischi di conseguenze penali per eventuali illazioni ampiamenti suggeriti dalla stampa, a causa delle gravi mancanze dello stabilimento nucleare, Mike Nichols sposta il fuoco sulla dimensione umana della vicenda e si concentra sul corpo contaminato di Karen/Meryl Streep. L’obiettivo della macchina da presa punta la grandissima prova mimetica dell’attrice, affiancata dall’ecclettica Cher, anch’ella nominata agli Oscar (rubato ancora una volta alla Streep, ma si può premiarla tutti gli anni?). Merito anche del robusto impianto narrativo e dalla sempre solida regia di Nichols.

Cinema civile e, perché no, sempre attuale se pensiamo ai morti quotidiani sul lavoro.






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