top of page

Titolo grande

Avenir Light una delle font preferite dai designer. Facile da leggere, viene utilizzata per titoli e paragrafi.

Troppa grazia (2018)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 11 dic 2020
  • Tempo di lettura: 3 min

Troppa grazia

Italia 2018 commedia 1h50’


Regia: Gianni Zanasi

Sceneggiatura: Gianni Zanasi, Giacomo Ciarrapico, Michele Pellegrini, Federica Pontremoli

Fotografia: Vladan Radovic

Montaggio: Rita Rognoni, Gianni Zanasi

Musiche: Niccolò Contessa

Scenografia: Massimiliano Sturiale

Costumi: Olivia Bellini


Alba Rohrwacher: Lucia Ravi

Elio Germano: Arturo

Giuseppe Battiston: Paolo

Rosa Vannucci: Rosa

Hadas Yaron: la Madonna

Carlotta Natoli: Claudia

Thomas Trabacchi: l'architetto

Daniele De Angelis: Fabio


TRAMA: Lucia, una geometra di 36 anni, vive da sola con sua figlia. Mentre si arrangia tra difficoltà economiche e relazioni personali sempre poco chiare, il Comune la incarica di un controllo su un terreno dove deve sorgere una grande opera architettonica aspettata da tutti. Durante i controlli Lucia si accorge che le mappe del Comune sono sbagliate e piene di manipolazioni per coprire probabili rischi geologici. Lucia, spaventata dall'idea di poter perdere il suo incarico, decide di non dire nulla e non creare problemi. Il giorno dopo, ripreso il lavoro sul terreno, viene interrotta da quella che le sembra una giovane "profuga". Lucia le offre 5 euro e riprende a lavorare. Ma la sera, mentre cucina in casa sua, la rivede improvvisamente lì davanti a lei. La "profuga" la fissa e le dice: "Vai dagli uomini e dì loro di costruire una chiesa là dove ti sono apparsa...".


Voto 6,5



Torna Gianni Zanasi e le sue commedie irregolari, anomale nel panorama della commedia seria italiana, con le sue storie che narrano aspetti sociali importanti ma con una amara ironia. Stavolta più che mai. E torna con una buona parte del cast che grosso modo lo hanno accompagnato nella sua filmografia: Giuseppe Battiston, Hadas Yaron e Teco Celio, a cui si sono aggiunti nomi rilevanti come Alba Rohrwacher ed Elio Germano. Vincitore nella sezione “Quinzaine des réalisateurs” di Cannes 2018, è una strana storia la cui protagonista è Lucia.



Lei è una geometra specializzata in rilevamenti catastali, nota per la pignoleria con cui insiste nel “fare le cose per bene”. La sua vita, però, è tutto fuorché precisa: a 18 anni ha avuto una figlia, Rosa, da un amore passeggero; ha appena chiuso una relazione pluriennale con Arturo; il suo lavoro precario non basta ad arrivare a fine mese. Approfittando della sua vulnerabilità economica, Paolo, il sindaco del paese, le affida il compito di effettuare un rilevamento su un terreno dove un imprenditore vuole costruire un impero immobiliare. Ma su quel terreno incombe un problema che Lucia individua immediatamente, anche se non ne vede con chiarezza i contorni. Paolo invece le chiede di “chiudere un occhio”. Ma cosa succede inaspettatamente? L’impensabile! E cioè che Lucia: “Vedo la Madonna. Mi parla, ci litigo, ci meniamo.



A un certo punto, perse le speranze di essere capita, la donna si rassegna e descrive con tono sbrigativo il rapporto con la sua nuova amica, la Madre di Dio, che le appare cocciutamente per convincerla a costruire una chiesa là dove c’è il cantiere dell’Onda, grossa e pretenziosa opera architettonica, eccellente occasione per fare soldi, nonostante gli obiettivi gravi problemi idrogeologici presenti. Lucia, che insegna alla figlia che “i problemi non si sollevano, si affrontano”, si ritrova fra le mani la Madre di tutti i guai: una figura femminile che non accetta altro che la verità.



E se la Lucia di Alba Rohrwacher vi sembra un po’ svitata, il personaggio di Elio Germano è proprio pazzo, mentre come attore è un fuoriclasse mai abbastanza utilizzato.

Una commedia quindi fuori dai soliti schemi, che spiazza di continuo, che lascia perplessi, che si fa guardare anche per la bravura di un cast perfettamente in armonia, perché ho sempre l’impressione che gli attori, con Gianni Zanasi, sappiano fare squadra ogni volta.



 
 
 

Commenti


Il Cinema secondo me,

michemar

cinefilo da bambino

bottom of page