top of page

Titolo grande

Avenir Light una delle font preferite dai designer. Facile da leggere, viene utilizzata per titoli e paragrafi.

Tutti pazzi a Tel Aviv (2018)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 26 apr 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

Tutti pazzi a Tel Aviv

(Tel Aviv on Fire) Lussemburgo/Belgio/Francia/Israele 2018 commedia 1h40’


Regia: Sameh Zoabi

Sceneggiatura: Dan Kleinman, Sameh Zoabi

Fotografia: Laurent Brunet

Montaggio: Catherine Schwartz

Musiche: André Dziezuk

Scenografia: Christina Schaffer

Costumi: Magdalena Labuz


Kais Nashef: Salam

Lubna Azabal: Tala

Yaniv Biton: Assi

Maisa Abd Elhadi: Mariam

Nadim Sawalha: Bassam

Salim Dau: Atef

Yousef 'Joe' Sweid: Yehuda

Amer Hlehel: Nabil

Laëtitia Eïdo: Maisa

Ashraf Farah: Marwan

Ula Tabari: Sarah


TRAMA: In Israele tutti sono pazzi per la soap opera Tel Aviv on Fire, ambientata nel 1967, in cui una spia palestinese ha una storia d'amore con un generale israeliano. Salam, trentenne che vive a Gerusalemme, lavora come stagista per la soap e ogni giorno deve passare attraverso alcuni checkpoint israeliani per raggiungere gli studi televisivi. Ha così modo di incontrare Assi, il capo dei controlli la cui moglie è una grande fan del programma. Per far piacere alla consorte, Assi minaccia Salam affinché modifichi la trama della soap.


Voto 7

“La fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà!” è una frase a cui è difficile attribuire una paternità certa. Si ipotizza che sia nata come motto anarchico nell’Ottocento, alcuni ritengono che a pronunciarla per primo sia stato addirittura Michail Bakunin e in Italia è si è diffusa nei movimenti politici degli anni ’70. È una battuta felice ma forse è soprattutto un auspicio, perché con l’ironia e la satira si è andati sempre aldilà dei conflitti armati e mentali.

Ecco allora che Sameh Zoabi, un regista palestinese affronta con enorme senso di intelligente umorismo la questione della sua terra martoriata: Ramallah e Gerusalemme fanno da sfondo alla vita di un assistente di produzione televisiva (un semplice assistente, sia chiaro dall’inizio) che tutti i giorni deve attraversare il severo checkpoint israeliano per potersi recare al lavoro, dove stanno girando una fortunata serie TV di cui è fan sfegatata la moglie del comandante del posto di controllo. Spacciatosi addirittura per sceneggiatore, il protagonista Salam Abbass promette al comandante Assi di coinvolgerlo nella stesura della sceneggiatura, seguendo i suoi consigli.


Facile immaginare che succeda di tutto, proprio come in una commedia alla Feydeau, con le porte girevoli, le improvvisazioni, bugie e guai inevitabili, causati dalle assurde situazioni che ne conseguono.

Commedia briosa, divertente, maggiormente esaltata dalla imbranataggine del protagonista che in diversi momenti non sa più quale sia la via d’uscita dai pasticci in cui si è ficcato. La guerra della Terra Santa è atroce e sanguinaria e sembra senza soluzione ed invece Sameh Zoabi la capovolge a farsa.

Con la speranza che almeno un film come questo possa alleviare le pene di chi vi soffre.


 
 
 

Commenti


Il Cinema secondo me,

michemar

cinefilo da bambino

bottom of page