Un marito per Anna Zaccheo (1953)
- michemar

- 20 giu
- Tempo di lettura: 2 min

Un marito per Anna Zaccheo
Italia 1953 dramma 1h35’
Regia: Giuseppe De Santis
Sceneggiatura: Giuseppe De Santis, Alfredo Giannetti, Salvatore Laurani, Elio Petri, Gianni Puccini, Cesare Zavattini
Fotografia: Otello Martelli
Montaggio: Gabriele Varriale
Musiche: Rino Da Positano, Eduardo Caliendo
Scenografia: Carlo Egidi
Costumi: Paolo Ricci
Silvana Pampanini: Anna Zaccheo
Amedeo Nazzari: dottor Illuminato
Massimo Girotti: Andrea Grazzi
Umberto Spadaro: don Antonio Percucoco
Monica Clay: signora Illuminato
Anna Galasso: signora Zaccheo
Dora Scarpetta: Caterina
Agostino Salvietti: antiquario
Edoardo Imperatrice: Peppinello Zaccheo
Franco Bologna: Pasquale Zaccheo
Giovanni Berardi: signor Zaccheo
Enrico Glori: proprietario del cinema
Enzo Maggio: fotografo
TRAMA: Andrea, giovane marinaio, conosce la bellissima Anna. I due si innamorano ma sono costretti a separarsi per un po'. Anna trova lavoro presso un'agenzia di foto pubblicitarie. Il direttore, un uomo sposato, la seduce.
VOTO 6,5

Il film sembrò subito fuori dal consueto stile puramente neorealista di De Santis, che fu criticato per la svolta melodrammatica e dallo schema stereotipato a proposito dei rapporti tra uomo e donna. La sceneggiatura scritta a più mani, che vede anche il contributo di Cesare Zavattini, rimedia con una storia appassionante e tipica di quegli anni, senza concedere l’attesa evoluzione verso il lieto fine.

Anna Zaccheo (Silvana Pampanini) è una giovane donna di Napoli, cresciuta in una famiglia modesta e osservata da tutti per la sua bellezza, che spesso più la espone che la protegge. Sogna una vita semplice e rispettabile, e quando conosce Andrea (Massimo Girotti), un marinaio di leva, intravede finalmente un futuro possibile: un fidanzamento pulito, fatto di passeggiate, lettere e progetti di matrimonio. Quando lui riparte per il mare, Anna decide di cercare un lavoro per contribuire alla propria dote, ma scopre presto che la sua avvenenza è un ostacolo più che un aiuto. Dopo vari tentativi, trova impiego come modella in uno studio fotografico, un ambiente nuovo che la espone a sguardi e attenzioni indesiderate.

Qui entra in contatto con il dottor Illuminato (Amedeo Nazzari), un uomo affabile e ben inserito, che però approfitta della sua fragilità. L’episodio segna profondamente Anna, che si ritrova improvvisamente giudicata, chiacchierata e considerata “compromessa” da una società che non le concede appello. La famiglia, temendo il disonore, cerca soluzioni drastiche, mentre Anna tenta di difendere la propria dignità in un mondo che sembra volerla incasellare a ogni costo. Il ritorno di Andrea riapre una possibilità, ma anche nuove tensioni e incomprensioni.

Costretta a cavarsela da sola, Anna affronta lavori precari, pressioni familiari e proposte di convenienza che non sente sue. La sua ricerca di un amore autentico e di un posto nel mondo diventa un percorso accidentato, fatto di cadute, tentativi e piccoli atti di resistenza.

Il film segue il suo cammino con tono melodrammatico e sociale, raccontando la lotta di una giovane donna contro pregiudizi, povertà e desideri che non coincidono con quelli che gli altri hanno deciso per lei.

Tuttavia, offre un ritratto sensibile e attento della condizione femminile, con una performance notevole di Silvana Pampanini, che attraversava il periodo più denso della sua lunga carriera, in un film che segna un passaggio non facile tra il neorealismo ed il cinema che cerca compromessi per attirare il pubblico in sala.
Film completo:






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