Unit 7 (2012)
- michemar

- 17 apr 2021
- Tempo di lettura: 2 min

Unit 7
(Grupo 7) Spagna 2012 thriller poliziesco 1h36’
Regia: Alberto Rodríguez
Sceneggiatura: Rafael Cobos, Alberto Rodríguez
Fotografia: Alex Catalán
Montaggio: José M. G. Moyano
Musiche: Julio de la Rosa
Scenografia: Pepe Domínguez del Olmo
Costumi: Fernando García
Antonio de la Torre: Rafael Cantera Luján
Mario Casas: Ángel Lares Pacheco
Joaquín Núñez: Mateo Prado Jiménez
José Manuel Poga: Miguel Ruiz Lozano
Julián Villagrán: Joaquín
Inma Cuesta: Elena
Lucía Guerrero: Lucía
Estefanía de los Santos: La Caoba
Pedro Cervantes: Eulogio
Alfonso Sánchez Fernández: Amador
TRAMA: Formata da quattro agenti, l'unità è guidata da Angel, un giovane ufficiale che aspira a diventare detective, e Rafael, poliziotto dai metodi discutibili ma efficaci. Attraverso un modus operandi al limite della legalità, la missione procede per il migliore dei modi fino a quando le strade di Angel e Rafael inaspettatamente si dividono a causa delle eccessive ambizioni di carriera del primo e dell'amore del secondo per l'enigmatica Lucia.
Voto 6,5

L'Unità 7 della polizia spagnola ha il compito di ripulire la città dalle reti di narcotrafficanti e di porre fine al clima di violenza e corruzione che si è impadronito delle strade di Siviglia prima dell'Expo 1992.

In questo thriller poliziesco, la squadra del titolo ha una missione difficile: ripulire le reti di narcotraffico più pericolose dalla città e porre fine al potere corrosivo che ha preso possesso delle strade. Sono solo in quattro e il capo è Ángel (Mario Casas), un giovane poliziotto che ha ambizioni da detective, poi c’è Rafael (Antonio De la Torre, che conosciamo bene), un poliziotto duro, implacabile ma efficiente insieme a Mateo (Joaquin Nuñez) e Miguel (José Manuel Poga). I quattro membri del team inseguono criminali agguerriti, drogati e spacciatori.

A rintracciarli ci riescono e bene, ma poi violano di continuo i loro diritti civili con maniere sin troppo spicce. Ma ciò che risulta presto evidente è l’attrito e le divergenze tra Ángel e Rafael, che hanno alcuni problemi. Ángel, che è un padre di famiglia sposato con Elena, intraprende la strada dell'ambizione e degli eccessi di poliziotto, mentre Rafael inizierà a cambiare atteggiamento a causa dei suoi sentimenti per la bella ed enigmatica Lucía.

Il film si rivela un thriller ad alta tensione e suspense, rievocando schemi che conosciamo principalmente nel cinema americano (con un po’ di buona volontà, Michael Mann non è poi così lontano) ma che negli ultimi anni abbiamo visto ripetute volte in quello spagnolo che ha sfornato ottimi polizieschi e noir. Non c’è da meravigliarsi dal momento che il regista Alberto Rodríguez è colui il quale dopo questo ha firmato l’eccellente La isla mínima (recensione), che rappresenta una delle punte di diamante del recente cinema iberico.
Buona la recitazione di Antonio De La Torre, poliziotto arrogante e duro ma anche uomo sensibile, e Mario Casas, giovane ma molto violento. Non male anche la partitura musicale, assieme all’interessante fotografia che accentua i colori scuri, come l’animo dei protagonisti.






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