Upgrade (2018)
- michemar

- 6 feb
- Tempo di lettura: 3 min

Upgrade
USA Australia 2018 thriller fantascientifico 1h40’
Regia: Leigh Whannell
Sceneggiatura: Leigh Whannell
Fotografia: Stefan Duscio
Montaggio: Andy Canny
Musiche: Jed Palmer
Scenografia Felicity Abbott
Costumi: Maria Pattison
Logan Marshall-Green: Grey Trace
Betty Gabriel: detective Cortez
Harrison Gilbertson: Eron Keen
Melanie Vallejo: Asha Trace
Benedict Hardie: Fisk Brantner
Linda Cropper: Pamela Trace
TRAMA: In un prossimo futuro, la tecnologia controlla quasi ogni aspetto della vita quotidiana. Ma quando il mondo del tecnofobo Gray viene sconvolto, la sua unica speranza di vendetta è un impianto sperimentale con un chip elettronico chiamato Stem.
VOTO 6,5

Come sempre, i film fantascientifici si sbizzarriscono sulle ipotesi più varie, anche prossime al catastrofico o all’horror. Quando poi si affrontano temi come questo, l’incrocio tra l’umano e la tecnologia più avanzata “immessa” nel corpo, gli esiti diventano imprevedibili, a maggior ragione se lo scopo dei tecnocrati è il vantaggio personale.

In un futuro prossimo dominato dall’automazione, siamo nel 2046, Grey Trace (Logan Marshall-Green) è un meccanico che diffida della tecnologia (ecco perché tecnofobo) e vive una vita semplice con sua moglie Asha (Melanie Vallejo), impiegata in una grande azienda hi‑tech. Dopo aver consegnato un’auto a un giovane e brillante inventore, la coppia rimane coinvolta in un grave incidente che cambia radicalmente l’esistenza di Grey. Immobilizzato dalla paralisi, vedovo e senza più punti di riferimento, l’uomo sprofonda in una condizione di totale dipendenza dagli altri.

Quando tutto sembra perduto, gli viene proposta una soluzione sperimentale: un microchip di nome STEM, capace di restituirgli il controllo del corpo. L’impianto funziona oltre ogni aspettativa e Grey scopre che quella tecnica sofisticata può comunicare con lui e assisterlo in modo sorprendente. Spinto dal desiderio di ricostruire ciò che è accaduto, inizia a seguire le tracce lasciate da un gruppo di uomini misteriosi, ritrovandosi immerso in un mondo sotterraneo fatto di potenziamenti cibernetici, violenza e segreti industriali.

Man mano che STEM prende un ruolo sempre più attivo, Grey si rende conto che il confine tra aiuto e controllo è molto più sottile di quanto immaginasse. La sua ricerca della verità lo conduce in un percorso dove tecnologia, identità e libero arbitrio si intrecciano, mettendolo di fronte a scelte che potrebbero cambiare per sempre il suo destino.

Da questa premessa e dalla trama, Leigh Whannell, regista e già attore in film sempre a cavallo tra lo sci-fi e l’horror (buonissimo il suo L’uomo invisibile), ambienta la sua sceneggiatura in un prossimo futuro distopico in cui è possibile far convivere nello stesso corpo uomini e macchine. Evidente l’ispirazione che deriva all’autore da opere come Terminator e Robocop, che sono sulla stessa tematica, ma è anche chiaro come l’impronta di base è lo schema del b-movie pieno di azione e violenza, senza disdegnare l’utilizzo del sangue, ai confini dell’horror.

Riflettendoci sopra, si potrebbe anche scambiare questa narrazione con una storia di avvertimento sulla tecnologia fuori controllo, ma anche se l’attinenza c’è, in realtà è poco più di un punto di partenza per le azioni di un uomo diventato terminator che cerca vendetta per l’uccisione della moglie e la sua stessa mutilazione. Il film scarta alcuni cliché della fantascienza, come il concetto di evoluzione sofisticata dell’IA, ma il regista e sceneggiatore non è particolarmente interessato nell’esplorare questo aspetto.

Whannell riesce a tenere a sufficienza la tensione alta, tanto che il film lo si può trovare perfino brillante, nel senso che riesce a intrattenere senza tanti fronzoli. Logan Marshall-Green è il mattatore assoluto con una buona prova in questo genere di “aggiornamento” tecnologico.
La critica internazionale, come anche il pubblico interessato al genere, non è rimasto deluso e, forse anche al di là delle aspettative, il film ha potuto riscuotere ben 3 premi e 26 candidature in varie manifestazioni e concorsi. Non male.










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