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Via col vento (1939)

3 ott
Tempo di lettura: 4 min

Via col vento

Gone with the Wind

USA 1939 dramma 3h58’

 

Regia: Victor Fleming

Soggetto: Margaret Mitchell (romanzo)

Sceneggiatura: Sidney Howard

Fotografia: Ernest Haller

Montaggio: Hal C. Kern

Musiche: Max Steiner

Scenografia: William Cameron Menzies

Costumi: Walter Plunkett

 

Vivien Leigh: Rossella O’Hara

Clark Gable: Rhett Butler

Leslie Howard: Ashley Wilkes

Olivia de Havilland: Melania Hamilton

Hattie McDaniel: Mami

Thomas Mitchell: Geraldo O’Hara

Barbara O’Neil: Elena Robillard O’Hara

Evelyn Keyes: Susele O’Hara

Ann Rutherford: Carole O’Hara

Butterfly McQueen: Prissy

George Reeves: Stuart Tarleton

Fred Crane: Brent Tarleton

Oscar Polk: Pork

Victor Jory: Jonas Wilkerson

Everett Brown: Sam

Howard Hickman: John Wilkes

Alicia Rhett: Lydia Wilkes

Rand Brooks: Carlo Hamilton

Carroll Nye: Franco Kennedy

Laura Hope Crews: zia Pittypat Hamilton

Eddie Anderson: zio Pietro

Harry Davenport: dottor Meade

Leona Roberts: Carolina Meade

Jane Darwell: signora Merriwether

Ona Munson: Bella Watling

 

TRAMA: Figlia di un ricco proprietario terriero, Rossella ama Ashley, che però le preferisce la cugina Melania. Rossella accetta l’offerta di matrimonio di uno spasimante che, appena scoppiata la Guerra di Secessione, muore di rosolia. A causa del conflitto la proprietà e la famiglia di Rossella vanno in rovina. Lei deve trasferirsi in casa di Melania, ad Atlanta, città che viene messa a ferro e fuoco dai Nordisti ormai vittoriosi. Alla fine della guerra ritrova l’avventuriero Rhett, arricchito e ancora disposto a occuparsi di lei.

 

VOTO 8,5

 

 

Film talmente epico conosciuto da tutti che, senza averne bisogno, è diventato comunque un cult del melodramma storico. Grandioso sotto qualsiasi aspetto, perfino nella durata, che ormai il pubblico televisivo lo riguarda solo per nostalgia o per rivedere qualche sequenza appassionante. Cosa potrebbe mai scrivere, a distanza di vari decenni, un amante del cinema? Di certo nulla di nuovo, anche perché tutto ciò che andava riferito è stato scritto. Niente si può aggiungere. Non mi resta che riassumere la trama (che d’altronde tutti conoscono bene) in quanto ogni mio commento sarebbe superfluo, tranne una mia piccola chiusa.

 

 

Nella Georgia del 1861, alla vigilia della Guerra Civile, Rossella O’Hara (Vivien Leigh) vive a Tara, la grande piantagione di famiglia, circondata da privilegi e certezze. L’amore segreto per Ashley Wilkes (Leslie Howard) viene infranto quando scopre che lui sposerà la dolce Melania Hamilton (Olivia de Havilland), scelta che Rossella non accetta e che tenta di ostacolare dichiarandogli i suoi sentimenti. Alla festa alle Dodici Querce, la giovane viene sorpresa da Rhett Butler (Clark Gable), affascinante e controverso, mentre confessa il suo amore ad Ashley. Ferita nell’orgoglio, Rossella accetta impulsivamente la proposta di matrimonio di Carlo Hamilton (Rand Brooks), fratello di Melania, ma rimane presto vedova quando Carlo muore di malattia al fronte.

 

 

Trasferita ad Atlanta, Rossella continua a inseguire Ashley, mentre la guerra si intensifica e la città diventa un luogo di dolore e caos. Durante un bazar di beneficenza, Rhett la espone allo scandalo offrendo una cifra enorme per ballare con lei, nonostante il lutto. Con la disfatta confederata dopo Gettysburg, Rossella affronta nuove perdite e nuove responsabilità, aiutando Melania a partorire in una città assediata. Quando Atlanta cade, Rhett la aiuta a fuggire, ma la abbandona per tornare a combattere. Rossella raggiunge Tara devastata: la madre è morta, il padre è sconvolto, i campi sono distrutti. Di fronte alla rovina, Rossella giura di non arrendersi e di fare qualsiasi cosa per sopravvivere.

 

 

Rossella assume il comando di Tara con durezza e determinazione, imponendo ritmi estenuanti per salvare la piantagione dalla miseria. La fine della guerra porta nuove difficoltà: le tasse imposte dai nordisti rischiano di farle perdere tutto. Ashley torna sconfitto e disilluso, collaborando a Tara ma restando fedele a Melania, mentre Rossella continua a idealizzarlo. Per salvare la proprietà, Rossella tenta di ottenere denaro da Rhett, prigioniero di guerra, ma lui non può aiutarla. Sulla via del ritorno, scopre che Franco Kennedy (Carroll Nye), fidanzato della sorella Susele (Evelyn Keyes), ha accumulato una piccola fortuna: Rossella lo sposa per interesse, ottenendo i soldi necessari e avviando una segheria che la arricchisce, anche grazie ad affari con i nordisti.

 

 

La sua ambizione provoca tensioni e tragedie, culminando nella morte del marito in uno scontro a fuoco. Rhett, sempre più ricco e innamorato, riesce finalmente a sposarla, ma il matrimonio è tormentato dalla sua gelosia per Ashley e dall’incapacità di Rossella di lasciarlo andare. La nascita della figlia Diletta porta un breve periodo di serenità, spezzato dalla morte della bambina. La scomparsa di Melania, che in punto di morte ricorda a Rossella l’amore di Rhett, segna un punto di svolta: Ashley confessa che Melania era il suo unico vero amore. Rossella comprende di aver inseguito un’illusione e di aver ignorato il sentimento autentico di Rhett, che però, ormai esausto, la lascia. Sola e disperata, Rossella decide di tornare a Tara, convinta che un giorno riuscirà a riconquistarlo.

 

 

Come accennato prima, resterà per sempre un film che continua a esercitare fascino grazie alla sua natura epica e alla forza dei suoi archetipi narrativi, a maggior ragione da quando è stato restaurato e molto bello da rivedere. Oggi la fotografia appare fresca e nitida, la colonna sonora più ricca e definita, quasi come se il film fosse stato girato oggi. Così come resta avvincente il percorso di Rossella, interpretato come un vero viaggio eroico al femminile, motivo per cui ci si può permettere di leggere il film non come un melodramma romantico, ma come una storia di formazione che attraversa prove, cadute e maturazioni.

 

 

Anche gli altri personaggi vengono analizzati come figure mitiche: Rhett è il prototipo del ribelle affascinante, antenato di molti antieroi moderni; Melania rappresenta la virtù assoluta, quasi simbolica. Nel corso degli anni, la critica sostiene che la forza del film non risiede solo nella sua confezione spettacolare, ma nella capacità di incarnare modelli narrativi universali. Per questo, secondo la stampa specializzata, l’opera continuerà a essere ammirata e discussa anche nei prossimi decenni, mantenendo intatta la sua aura di classico intramontabile.

 

 

Riconoscimenti

Oscar 1940

Miglior film

Miglior regista

Miglior attrice a Vivien Leigh

Miglior attrice non protagonista ad Hattie McDaniel

Miglior sceneggiatura

Miglior fotografia

Miglior scenografia

Miglior montaggio

Candidatura miglior attore a Clark Gable

Candidatura miglior attrice non protagonista ad Olivia de Havilland

Candidatura miglior effetti speciali

Candidatura miglior sonoro

Candidatura miglior colonna sonora

 


 
 
 

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Il Cinema secondo me, michemar

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