Via col vento (1939)


Via col vento
Gone with the Wind
USA 1939 dramma 3h58’
Regia: Victor Fleming
Soggetto: Margaret Mitchell (romanzo)
Sceneggiatura: Sidney Howard
Fotografia: Ernest Haller
Montaggio: Hal C. Kern
Musiche: Max Steiner
Scenografia: William Cameron Menzies
Costumi: Walter Plunkett
Vivien Leigh: Rossella O’Hara
Clark Gable: Rhett Butler
Leslie Howard: Ashley Wilkes
Olivia de Havilland: Melania Hamilton
Hattie McDaniel: Mami
Thomas Mitchell: Geraldo O’Hara
Barbara O’Neil: Elena Robillard O’Hara
Evelyn Keyes: Susele O’Hara
Ann Rutherford: Carole O’Hara
Butterfly McQueen: Prissy
George Reeves: Stuart Tarleton
Fred Crane: Brent Tarleton
Oscar Polk: Pork
Victor Jory: Jonas Wilkerson
Everett Brown: Sam
Howard Hickman: John Wilkes
Alicia Rhett: Lydia Wilkes
Rand Brooks: Carlo Hamilton
Carroll Nye: Franco Kennedy
Laura Hope Crews: zia Pittypat Hamilton
Eddie Anderson: zio Pietro
Harry Davenport: dottor Meade
Leona Roberts: Carolina Meade
Jane Darwell: signora Merriwether
Ona Munson: Bella Watling
TRAMA: Figlia di un ricco proprietario terriero, Rossella ama Ashley, che però le preferisce la cugina Melania. Rossella accetta l’offerta di matrimonio di uno spasimante che, appena scoppiata la Guerra di Secessione, muore di rosolia. A causa del conflitto la proprietà e la famiglia di Rossella vanno in rovina. Lei deve trasferirsi in casa di Melania, ad Atlanta, città che viene messa a ferro e fuoco dai Nordisti ormai vittoriosi. Alla fine della guerra ritrova l’avventuriero Rhett, arricchito e ancora disposto a occuparsi di lei.
VOTO 8,5

Film talmente epico conosciuto da tutti che, senza averne bisogno, è diventato comunque un cult del melodramma storico. Grandioso sotto qualsiasi aspetto, perfino nella durata, che ormai il pubblico televisivo lo riguarda solo per nostalgia o per rivedere qualche sequenza appassionante. Cosa potrebbe mai scrivere, a distanza di vari decenni, un amante del cinema? Di certo nulla di nuovo, anche perché tutto ciò che andava riferito è stato scritto. Niente si può aggiungere. Non mi resta che riassumere la trama (che d’altronde tutti conoscono bene) in quanto ogni mio commento sarebbe superfluo, tranne una mia piccola chiusa.

Nella Georgia del 1861, alla vigilia della Guerra Civile, Rossella O’Hara (Vivien Leigh) vive a Tara, la grande piantagione di famiglia, circondata da privilegi e certezze. L’amore segreto per Ashley Wilkes (Leslie Howard) viene infranto quando scopre che lui sposerà la dolce Melania Hamilton (Olivia de Havilland), scelta che Rossella non accetta e che tenta di ostacolare dichiarandogli i suoi sentimenti. Alla festa alle Dodici Querce, la giovane viene sorpresa da Rhett Butler (Clark Gable), affascinante e controverso, mentre confessa il suo amore ad Ashley. Ferita nell’orgoglio, Rossella accetta impulsivamente la proposta di matrimonio di Carlo Hamilton (Rand Brooks), fratello di Melania, ma rimane presto vedova quando Carlo muore di malattia al fronte.

Trasferita ad Atlanta, Rossella continua a inseguire Ashley, mentre la guerra si intensifica e la città diventa un luogo di dolore e caos. Durante un bazar di beneficenza, Rhett la espone allo scandalo offrendo una cifra enorme per ballare con lei, nonostante il lutto. Con la disfatta confederata dopo Gettysburg, Rossella affronta nuove perdite e nuove responsabilità, aiutando Melania a partorire in una città assediata. Quando Atlanta cade, Rhett la aiuta a fuggire, ma la abbandona per tornare a combattere. Rossella raggiunge Tara devastata: la madre è morta, il padre è sconvolto, i campi sono distrutti. Di fronte alla rovina, Rossella giura di non arrendersi e di fare qualsiasi cosa per sopravvivere.

Rossella assume il comando di Tara con durezza e determinazione, imponendo ritmi estenuanti per salvare la piantagione dalla miseria. La fine della guerra porta nuove difficoltà: le tasse imposte dai nordisti rischiano di farle perdere tutto. Ashley torna sconfitto e disilluso, collaborando a Tara ma restando fedele a Melania, mentre Rossella continua a idealizzarlo. Per salvare la proprietà, Rossella tenta di ottenere denaro da Rhett, prigioniero di guerra, ma lui non può aiutarla. Sulla via del ritorno, scopre che Franco Kennedy (Carroll Nye), fidanzato della sorella Susele (Evelyn Keyes), ha accumulato una piccola fortuna: Rossella lo sposa per interesse, ottenendo i soldi necessari e avviando una segheria che la arricchisce, anche grazie ad affari con i nordisti.

La sua ambizione provoca tensioni e tragedie, culminando nella morte del marito in uno scontro a fuoco. Rhett, sempre più ricco e innamorato, riesce finalmente a sposarla, ma il matrimonio è tormentato dalla sua gelosia per Ashley e dall’incapacità di Rossella di lasciarlo andare. La nascita della figlia Diletta porta un breve periodo di serenità, spezzato dalla morte della bambina. La scomparsa di Melania, che in punto di morte ricorda a Rossella l’amore di Rhett, segna un punto di svolta: Ashley confessa che Melania era il suo unico vero amore. Rossella comprende di aver inseguito un’illusione e di aver ignorato il sentimento autentico di Rhett, che però, ormai esausto, la lascia. Sola e disperata, Rossella decide di tornare a Tara, convinta che un giorno riuscirà a riconquistarlo.

Come accennato prima, resterà per sempre un film che continua a esercitare fascino grazie alla sua natura epica e alla forza dei suoi archetipi narrativi, a maggior ragione da quando è stato restaurato e molto bello da rivedere. Oggi la fotografia appare fresca e nitida, la colonna sonora più ricca e definita, quasi come se il film fosse stato girato oggi. Così come resta avvincente il percorso di Rossella, interpretato come un vero viaggio eroico al femminile, motivo per cui ci si può permettere di leggere il film non come un melodramma romantico, ma come una storia di formazione che attraversa prove, cadute e maturazioni.

Anche gli altri personaggi vengono analizzati come figure mitiche: Rhett è il prototipo del ribelle affascinante, antenato di molti antieroi moderni; Melania rappresenta la virtù assoluta, quasi simbolica. Nel corso degli anni, la critica sostiene che la forza del film non risiede solo nella sua confezione spettacolare, ma nella capacità di incarnare modelli narrativi universali. Per questo, secondo la stampa specializzata, l’opera continuerà a essere ammirata e discussa anche nei prossimi decenni, mantenendo intatta la sua aura di classico intramontabile.

Riconoscimenti
Oscar 1940
Miglior film
Miglior regista
Miglior attrice a Vivien Leigh
Miglior attrice non protagonista ad Hattie McDaniel
Miglior sceneggiatura
Miglior fotografia
Miglior scenografia
Miglior montaggio
Candidatura miglior attore a Clark Gable
Candidatura miglior attrice non protagonista ad Olivia de Havilland
Candidatura miglior effetti speciali
Candidatura miglior sonoro
Candidatura miglior colonna sonora






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