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Vita segreta di Maria Capasso (2019)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 4 ott 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 16 mag 2023


Vita segreta di Maria Capasso

Italia 2019 noir 1h36’

Regia: Salvatore Piscicelli

Soggetto: Salvatore Piscicelli

Sceneggiatura: Salvatore Piscicelli, Carla Apuzzo

Fotografia: Saverio Guarna

Montaggio: Marco Guelfi

Musiche: Manù Bandettini

Costumi: Alessandra Torella

Luisa Ranieri: Maria Capasso

Daniele Russo: Gennaro

Nello Mascia: Pasquale

Luca Saccoia: Antonio

Marcella Spina: Angela

Roberta Spagnuolo: Lina

Antonella Stefanucci: direttrice

Anna de Nitto: Concetta

Antonio De Matteo: Gigino

TRAMA: Quando al marito viene diagnosticata una malattia in fase terminale, Maria accetta l'aiuto di Gennaro, ricco proprietario di un autosalone. Da lui si lascia corteggiare fino a diventarne l'amante. Un giorno lui le propone di diventare partner in affari: trasporterà un carico di cocaina fino in Svizzera. Una volta divenuta vedova, il legame con Gennaro la farà precipitare in un vortice criminale, che le permetterà finalmente di vivere nuove possibilità e coronare vecchi sogni. Ma la strada scelta da Maria per la sua personale rivincita lascerà dietro di sé le sue inevitabili vittime, proprio come in una guerra che non guarda in faccia nessuno.

Voto 6

Rimanere integri di fronte alle difficoltà della vita o percorrere pericolose scorciatoie?

Tutto il mondo è paese, dice un luogo comune che rende generalizzato il modo di vivere e di pensare, ma non sempre è così. Quando vediamo un film ambientato in una particolare zona d’Italia si nota come spesso l’autore lo voglia caratterizzare per dargli un’impronta tipica locale, un po’ (ma sarebbe ingiusto pensare che sia la nota principale del film) come succede in questo caso. Salvatore Piscicelli è un colto cineasta che fa fatica a realizzare il cinema come lo intende, tra l’altro indipendente, per cui anche questa volta ci ha messo degli anni per parlarci di questa donna napoletana dal forte carattere, ottimamente rappresentata da un’attrice dalla notevole caratteristica partenopea, per giunta molto bella e solare.

Lei è la donna del titolo, una madre di famiglia che deve barcamenarsi tra le serie difficoltà derivate da un lavoro part time, tre figli e un marito gravemente ammalato che presto la lascerà sola. Quando necessità farà virtù, accetterà prima (lusingata ma spaventata perché non abituata) la corte di un ricco titolare di autosalone, poi ne diventerà l’amante ed infine accetterà un pericoloso compromesso, fino a trasformarsi pronta per la zannata finale.

Continuando con i luoghi comuni, aggiungerei banalmente che quando una donna ci si mette non la ferma nessuno e andrebbe a pennello. Peccato che il timone del regista, scrittore e sceneggiatore Piscicelli non rimanga sempre dritto ed invade (forse per troppo amore verso l’ambiente e il personaggio) il campo del rotocalco da gossip e va a finire, in alcuni momenti, di assistere ad una puntata di Un posto al sole, complice il caratteristico accento. Per realizzarlo ci sono voluti degli anni: all’inizio era un’idea per un film, trasformata poi in un romanzo, da cui è nata una nuova sceneggiatura e infine un lungometraggio. Nel passaggio da un linguaggio all’altro la storia ovviamente si è trasformata ed è diventata un crocevia in cui la malavita napoletana e la società civile si incontrano.

Luisa Ranieri è una potente, bellissima, provocante Maria Capasso, donna capace che scopre pian piano le possibilità che la vita le offre e soprattutto le sue capacità, che le danno il coraggio di affrontare la “giungla d’asfalto” che ha davanti a sé.



 
 
 

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