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Welcome to the Rileys (2010)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 2 ago 2019
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 18 mar 2024


Welcome to the Rileys UK/USA 2010 dramma 1h50’


Regia: Jake Scott Sceneggiatura: Ken Hixon Fotografia: Christopher Soos Montaggio: Nicolas Gaster Musiche: Marc Streitenfel Scenografia: Happy Massee Costumi: Kim Bowen


Kristen Stewart: Mallory James Gandolfini: Doug Riley Melissa Leo: Lois Riley Ally Sheedy:Harriet Tiffany Coty: Tara Eisa Davis: Vivian Joe Chrest: Jerry Peggy Walton-Walker: Brenda Lance E. Nichols: Hamilton Kathy Lamkin: Charlene David Jensen: Randy


TRAMA: A otto anni dall'incidente mortale della figlia Emily, Doug Riley e sua moglie Lois devono tirare avanti nonostante l'immenso dolore. Doug cerca sollievo in una relazione clandestina con una cameriera, mentre Lois, afflitta dal senso di colpa, si chiude sempre più in sé stessa. Quando Doug conosce Mallory, adolescente che lavora in uno strip club, questo incontro cambierà la sua vita e quella della moglie.


Voto 7




La situazione di una coppia che perde tragicamente un figlio o una figlia è una scena che si ripete spesso nel cinema e tutte le volte si rischia di raccontare la solita storia. In questo caso non succede, anzi. Succede che l'efficacia di una ottima sceneggiatura e della mano sensibile della regia sanno ben accompagnare un trio di attori che danno pregio al film e alla loro bella carriera di interpreti.




Jake Scott, figlio di Ridley, apre il suo film d’esordio su un’auto in fiamme (un classico?): un rogo vivido e quieto, che pare voglia riscaldare il disgelo di tre solitudini. L’ambiente è il solito suburbano dell’America raccontata mille volte: già a leggere il classico cartello di benvenuto si capisce dove siamo. “Benvenuti dai Riley” recita quello davanti al loro garage e suona così mesto nonostante le buone intenzioni. La vita di Doug e Lois Riley è tragicamente cambiata dal giorno in cui la loro figlia adolescente è morta in un incidente d'auto e se pure sono trascorsi otto anni la ferita non si è mai rimarginata e anche la loro relazione di coppia ne ha profondamente risentito. Lui è un corpulento uomo, svuotato dentro e fuori ma non definitivamente arreso, che cerca rifugio affettivo altrove; lei è diventata quasi insensibile e incapace di elaborare il lutto.





Lui è il sensibile ed efficace James Gandolfini, perfetto a mostrare tutto ciò che prova anche con il solo sguardo, lei è Melissa Leo nell’ennesimo ruolo impenetrabile che la ha resa indispensabile nei tanti film girati. Il terzo personaggio, una ragazza totalmente sbandata e sulla china pericolosa della assoluta perdizione, si esibisce in un locale di lap-dance. L’incontro tra Doug e Mallory aprirà nuovi orizzonti: chi cercava dove riversare l’affetto di cui è dotato troverà sbocchi, chi è disperatamente solo avrà modo di tornare alla vita.




Un bel film triste ma che apre uno spiraglio di speranza nel finale.

Se Gandolfini e Leo sono bravissimi, non deve più stupire di cosa è capace la sempre più brava Kristen Stewart: la sua Mallory è esemplare perché questa ragazza è una grande attrice.

Film da Sundance, ovviamente, e ne ha tutte le belle caratteristiche indie.



 
 
 

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