Witness - Il testimone (1985)
- michemar

- 18 mag 2019
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 21 ott 2025

Witness - Il testimone
(Witness) USA 1985 thriller 1h52'
Regia: Peter Weir
Sceneggiatura: William Kelley, Earl W. Wallace
Fotografia: John Seale
Montaggio: Thom Noble
Musiche: Maurice Jarre
Scenografia: Stan Jolley
Costumi: Paula Cain, Dallas D. Dornan, Shari Feldman, Michael W. Hoffman
Harrison Ford: det. John Book
Kelly McGillis: Rachel Lapp
Josef Sommer: Paul Schaeffer
Lukas Haas: Samuel Lapp
Jan Rubes: Eli Lapp
Alexander Godunov: Daniel Hochleitner
Danny Glover: ten. James McFee
Brent Jennings: serg. Elden Carter
Viggo Mortensen: agricoltore
TRAMA: Il piccolo figlio di Rachel, una giovane vedova della setta religiosa degli Amish, è involontario testimone di un assassinio. L'ispettore John Book si occupa del caso e scopre che l'assassino è un poliziotto corrotto. Book, ferito, si rifugia presso gli Amish dove viene curato da Rachel della quale s'innamora, ricambiato. Book si adatta all'austera e tranquilla vita della comunità, ma quando scopre di non essere più al sicuro decide di andarsene. Troppo tardi: gli assassini sono già lì.
Voto: 8

Quando nell'85 uscì questo meraviglioso film, lo scontro tra due culture diverse, due mo(n)di lontanissimi, una religione radicale che condiziona la vita in maniera totale, così diversa dalla mentalità più aperta della restante popolazione americana, sembrava un discorso astratto, un racconto non ordinario e pochissimo narrato dal cinema d’oltre oceano se non in qualche film western. Invece... invece oggi è diventato, pur se in altri ambienti, il primo problema dell'umanità, per giunta con evidente tragicità.

Anche su argomenti così impegnativi, il talento di Peter Weir a raccontare gli avvenimenti con una nota fortissima di romanticismo narrativo e di coinvolgimento passionale riuscì a cavarne una storia affascinante: tra una bellissima fotografia, la partecipazione di attori perfetti, una musica che non si dimentica (quella di Maurice Jarre), ecco che si concretizzò un’opera che prende lo spettatore e lo scaraventa nella terra di mezzo tra il thriller classico americano degli anni '70/'80 e la vastità delle praterie nordamericane, come fosse un moderno western. Il regista ci apre un mondo che si stenta a credere ancora esistente, un brulicare di uomini e donne che vivono separati e appartati in un pezzo di terra con abitudini consolidati e costumi che paiono fermi al secolo scorso, operosi e pacifici fino alla desistenza passiva, con il rifiuto totale delle moderne invenzioni, pur vivendo nel pieno del mondo occidentale.

In mezzo un bimbo intelligente e osservatore, che fa da spia di allarme tra la violenza della società cosiddetta evoluta e vita mansueta del popolo Amish. Proteggere lui e chi lo circonda diventa così la missione di un ispettore che si rende conto di essere assurdamente al centro di una guerra che non fa prigionieri all’interno della polizia stessa e diviene egli stesso uno degli obiettivi principali da eliminare. Le sequenze finali sono da antologia, la tensione sale fino ad essere spasmodica in una battaglia conclusiva che può lasciare solo morti per arrivare alla giustizia, con colpi di scena ad effetto. Tutto merito di una regia inappuntabile e di uno scenario d’azione appassionante.

Harrison Ford era già in forte ascesa e questo ruolo lo elevò verso il paradiso delle star affermate: pur nella sua innegabile immobilità espressiva (non è mai stato un campione in questo campo) il suo viso è l'emblema della storia, delle disavventure capitate a lui e al bel bimbo spaventato Lukas Haas, e per ultimo davanti alle grazie della più bella Kelly McGillis mai vista nella sua carriera, luminosa e sensuale anche se nascosta dai lunghi panni degli Amish. Gli sguardi innamorati che la meravigliosa Rachel lancia di nascosto a quell’estraneo che le ha risvegliato le dimenticate emozioni, la voglia di abbandonare per amore il mondo a cui appartiene, divengono l’altra faccia – quella sì, romantica – della trama, l’unica pausa in una storia mozzafiato.
Peter Weir al suo primo lavoro hollywoodiano si dimostrò come sempre un grande autore e il film vide raggiungere due Oscar, per la sceneggiatura e per il perfetto montaggio.

Riconoscimenti
Premio Oscar 1986
Migliore sceneggiatura originale
Miglior montaggio
Candidatura miglior film
Candidatura migliore regia
Candidatura miglior attore protagonista a Harrison Ford
Candidatura migliore fotografia
Candidatura migliore scenografia
Candidatura miglior colonna sonora
Golden Globe 1986
Candidatura miglior film drammatico
Candidatura migliore regia
Candidatura miglior attore in un film drammatico a Harrison Ford
Candidatura miglior attrice non protagonista a Kelly McGillis
Candidatura migliore sceneggiatura
Candidatura miglior colonna sonora
Premio BAFTA 1986
Miglior colonna sonora
Candidatura miglior film
Candidatura miglior attore protagonista a Harrison Ford
Candidatura miglior attrice protagonista a Kelly McGillis
Candidatura migliore sceneggiatura originale
Candidatura migliore fotografia
Candidatura miglior montaggio






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