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Destini incrociati (1999)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 2 nov
  • Tempo di lettura: 3 min
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Destini incrociati

(Random Hearts) Germania, USA 1999 dramma 2h13’

 

Regia: Sydney Pollack

Soggetto: Warren Adler (Cuori sbandati)

Sceneggiatura: Darryl Ponicsan, Kurt Luedtke

Fotografia: Philippe Rousselot

Montaggio: William Steinkamp

Musiche: Dave Grusin

Scenografia: Barbara Ling

Costumi: Bernie Pollack

 

Harrison Ford: serg. William “Dutch” Van Den Broeck

Kristin Scott Thomas: Kay Chandler

Kate Mara: Jessica Chandler

Charles S. Dutton: Alcee

Bonnie Hunt: Wendy Judd

Dennis Haysbert: det. George Beaufort

Sydney Pollack: Carl Broman

Richard Jenkins: Truman Trainor

Paul Guilfoyle: Dick Montoya

Susanna Thompson: Peyton Van Den Broeck

Peter Coyote: Cullen Chandler

 

TRAMA: L’aeroplano sul quale viaggiano la moglie di Dutch, del Dipartimento degli Affari Interni, e il marito di Kay, deputata, si schianta. Gli accertamenti portano alla luce informazioni sconcertanti: nel corso del viaggio Peyton e Cullen sedevano accanto ed erano registrati come marito e moglie.

 

VOTO 6


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Il sergente William “Dutch” Van Den Broek, investigatore nella sezione Affari Interni della polizia di Washington è impegnato, insieme al collega Alcee (Charles S. Dutton), nel cercare di incastrare un poliziotto corrotto, il detective George Beaufort (Dennis Haysbert), che impone il pizzo ai commercianti del suo quartiere. Dutch è felicemente sposato con Payton (Susanna Thompson), una stilista, tuttavia il giorno in cui i due avevano programmato di uscire a cena in un famoso ristorante della zona, lei lascia un messaggio in segreteria telefonica avvisando Dutch di essere dovuta partire improvvisamente per Miami per una sfilata di moda.


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Contemporaneamente la candidata al Congresso per lo stato del New Hampshire, Kay Chandler, moglie di un affermato avvocato e madre di Jessica (Kate Mara), una studentessa quindicenne, è impegnata nella preparazione della sua campagna elettorale. Il marito Cullen (Peter Coyote) parte, così dice, per New York, dove si tratterrà qualche giorno per lavoro. In realtà il marito di Kay e la moglie di Dutch sono amanti ed entrambi prendono un aereo diretto a Miami per trascorrere segretamente qualche giorno insieme sotto il sole della Florida, ma accade una tragedia: il velivolo precipita in mare poco dopo il decollo e nessuno a bordo si salva. All’incidente dà naturalmente ampio risalto la televisione.


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Premesso questo inizio del film, ora proviamo ad immaginare con sconcerto di scoprire che la persona con cui avete condiviso la vita aveva un segreto così grande da ribaltare ogni certezza. Come accade ai due protagonisti del film di Sydney Pollack, che così ci trascina in una storia di dolore, scoperta e connessione inaspettata. Infatti, Harrison Ford è Dutch, un poliziotto di Washington, mentre Kristin Scott Thomas interpreta Kay, una deputata del New Hampshire. I loro mondi non potrebbero essere più lontani, eppure si incrociano nel modo più tragico: i rispettivi coniugi muoiono nello stesso incidente aereo. Ma non è tutto. Presto scoprono che i loro partner erano amanti. E da quel momento, inizia un viaggio emotivo che li porterà a confrontarsi con la verità e con se stessi.


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Pollack non si accontenta di raccontare una storia d’amore post-trauma: il suo stile ben conosciuto, raffinato e attento alle sfumature, ci regala una narrazione che scivola tra il dolore e la rinascita, tra il quotidiano e l’ineffabile. La prima parte del film è un racconto di tensione emotiva, con Dutch e Kay alle prese con vite frenetiche, ignari del disastro che li attende. E quando la tragedia li colpisce, il regista ci accompagna con delicatezza nel loro smarrimento.


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Harrison Ford è, come suo solito, intenso, vulnerabile, perfetto nel ruolo dell’uomo che pensava di conoscere sua moglie. Kristin Scott Thomas, invece, lotta con un accento americano incerto e con un atteggiamento che ricordiamo già visto in L’uomo che sussurrava ai cavalli, ma riesce comunque a dare spessore al suo personaggio. Ci aiuta molto la buona fotografia di Philippe Rousselot ed il cast di supporto - da Dennis Haysbert a Edie Falco - che aggiunge profondità alla storia. La sceneggiatura, firmata da Kurt Luedtke e adattata da Darryl Ponicsan, si basa sul romanzo di Warren Adler e ci regala momenti di cruda verità sul matrimonio e sulle sue fragilità.


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 “Cuori sbandati”, come si intitola il romanzo in Italia, non è un film facile, non cerca scorciatoie emotive né si piega alle regole del romanticismo da manuale. È un racconto sincero, come capita di osservare sempre con questo regista, a volte scomodo, che ci ricorda quanto poco sappiamo davvero delle persone che amiamo. Non è neanche un gran film, è un film facile, ma sa appassionare e far riflettere.

 


 
 
 

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