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L’ultimo re di Scozia (2006)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 3 feb
  • Tempo di lettura: 4 min

L’ultimo re di Scozia

The Last King of Scotland

UK Germania USA 2006 dramma biografico storico 2h3’

 

Regia: Kevin Macdonald

Soggetto: Giles Foden (romanzo)

Sceneggiatura: Jeremy Brock

Fotografia: Anthony Dod Mantle

Montaggio: Justine Wright

Musiche: Alex Heffes

Scenografia: Michael Carlin

Costumi: Michael O’Connor

 

Forest Whitaker: Idi Amin Dada

James McAvoy: Nicholas Garrigan

Kerry Washington: Kay Amin

Gillian Anderson: Sarah Merrit

Simon McBurney: Nigel Stone

David Oyelowo: dottor Junju

Adam Kotz: dottor Merrit

Stephen Rwangyezi: Jonah Wasswa

Barbara Rafferty: signora Garrigan

David Ashton: dottor Garrigan

 

TRAMA: Nicholas, giovane medico scozzese, va in Uganda per una missione umanitaria ed entra in contatto con il generale Idi Amin, da poco Presidente del paese. Nicholas diventa medico personale e principale consigliere del dittatore.

 

VOTO 7

 

 

Il titolo del film non deve trarre in inganno, in quanto quella nazione non entra nella trama ma è una semplice ossessione del personaggio principale, il dittatore ugandese, che ammirava profondamente la cultura scozzese, soprattutto per la sua storia di resistenza contro l’Inghilterra, indossava spesso il kilt e si circondava di simboli scozzesi e si proclamò scherzosamente (ma non troppo) “re della Scozia”, come parte della sua retorica anti‑britannica. Alla pari di come il cinema si è occupato di storie simili con il premiato Hotel Rwanda, questa volta si concentra su un’altra nazione africana in difficoltà: l’Uganda. Vi si esplorano i tumulti e le complicazioni che ne derivarono all’inizio di uno dei periodi più oscuri recenti del paese: il regime di Idi Amin, durato dal 1971 al 1979 e che causò migliaia e migliaia di morti. (Il numero esatto è sconosciuto, ma si stima tra 80.000 e 500.000.) Basato su eventi reali, il film ci porta nel circolo ristretto dell’uomo attraverso gli occhi di un estraneo che inizialmente era affascinato dal carismatico leader finché la sua vera natura non cominciò ad emergere.

 

 

Nel 1971, il neolaureato medico scozzese Nicholas Garrigan (James McAvoy) lascia la Scozia per l’Uganda per sfuggire agli artigli del padre autoritario. Arriva nella nazione africana proprio nel periodo in cui un colpo di stato militare porta al potere il generale Idi Amin (Forest Whitaker), che è un leader magnetico e popolare. Quando viene ferito in un incidente d’auto, Nicholas è il medico più vicino e viene portato a curare la ferita. Il presidente è affascinato dal giovane scozzese e gli offre un incarico come medico personale. È un lavoro che Nicholas non può rifiutare, anche se vorrà averlo fatto. All’inizio, la sua esperienza nella residenza di Amin è del tutto positiva, ma man mano che la paranoia del sovrano inizia a farsi sentire, Nicola scopre che nessuno è al sicuro. Il suo status personale è precario, soprattutto perché ha una relazione con la terza moglie trascurata di Amin, Kay (Kerry Washington). E ogni giorno, il “re” si affida sempre di più ai suoi soldati e meno ai suoi consiglieri non militari, e i suoi nemici iniziano a scomparire in massa.

 

 

Anche se Amin non è il protagonista, è il punto focale della narrazione che ci mostra come avviene la dissoluzione del suo carattere. All’inizio, è un uomo affabile e carismatico, un individuo con grandi aspirazioni per il suo paese, ma la discesa nella paranoia e nella carneficina si rivela essere un processo graduale, anche se ci sono molti segnali d’allarme che nessuno prende sul serio. Perfino Nicholas vede la sua partecipazione al governo ugandese come una sorta di gioco finché non è troppo coinvolto per riuscire cavarsela senza aiuto. Il governo britannico è fin troppo disposto a fornire quell’aiuto, ma c’è un prezzo da pagare, e Nicholas non è un assassino.

 

 

Interpretazioni solide contribuiscono a rendere questo film degno di nota. James McAvoy, alla sua vera prima prova impegnativa e importante, mostra la mutazione e la maturazione di Nicholas da medico spensierato e estroverso che entra in Uganda a uomo intrappolato e impaurito che vede le sue opzioni restringersi man mano che la sua posizione di “consigliere fidato” diventa incerta. Forest Whitaker ruba la scena, portando il giusto mix di passione, carisma e mostruosità nella sua interpretazione del leader ugandese. Questo personaggio è, alla sua maniera, potente e spaventoso, una figura più grande della vita, capace di ispirare grande amore e grande terrore. Gillian Anderson ha un ruolo di ottimo supporto come moglie di un medico con cui Nicholas lavora per la prima volta al suo arrivo in Uganda.

 

 

Il film non esita a mostrare la brutalità di ciò che diventerà il regno, per cui diventa inevitabile che contenga la sua dose di immagini raccapriccianti, tra cui una scena di tortura che mostra nei minimi dettagli cosa accade a chi tradisce il dittatore.

 

 

Il regista Kevin Macdonald ha realizzato un film che a volte è quasi angosciante quanto il suo precedente progetto, il docufilm La morte sospesa, su due alpinisti sulle Ande. Di conseguenza, non è un film proprio per tutti, ma per chi riesce a sopportare la sua brutalità, che offre uno sguardo avvincente su come un leader così popolare sia diventato noto come uno dei dittatori africani più feroci degli anni ‘70.

 

 

Buona la regia e ottimi i due attori protagonisti, sullo stesso livello anche all’interno della storia ma ogni volta che posso, mi sento in dovere di esaltare Forest Whitaker, un grande interprete sempre, da Bird a Ghost Dog - Il codice del samurai, solo per citarne un paio. Mai ripagato completamente dal riconoscimento generale del pubblico e dei premi che meriterebbe.

 

 

Riconoscimenti

Oscar 2007

Miglior attore protagonista a Forest Whitaker

Golden Globe 2007

Miglior attore in un film drammatico a Forest Whitaker

BAFTA 2007

Miglior film britannico

Miglior attore protagonista a Forest Whitaker

Migliore sceneggiatura non originale

Candidatura miglior film

Candidatura miglior attore non protagonista a James McAvoy

 


 
 
 

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