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I guardiani del destino (2011)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 19 gen
  • Tempo di lettura: 4 min

I guardiani del destino

The Adjustment Bureau

USA 2011 thriller fantascientifico 1h46'

 

Regia: George Nolfi

Soggetto: Philip K. Dick (Squadra riparazioni)

Sceneggiatura: George Nolfi

Fotografia: John Toll

Montaggio: Jay Rabinowitz

Musiche: Thomas Newman

Scenografia: Kevin Thompson

Costumi: Kasia Walicka-Maimone

 

Matt Damon: David Norris

Emily Blunt: Elise Sellas

Anthony Mackie: Harry Mitchell

John Slattery: Richardson

Terence Stamp: Thompson

Michael Kelly: Charlie Traynor

Anthony Ruivivar: McCrady

Donnie Keshawarz: Donaldson

Shane McRae: Adrian Troussart

 

TRAMA: Un ambizioso politico in lizza per ottenere la carica di senatore conosce un’affascinante ballerina. Il loro incontro, però, non era previsto e rischia di deviare il percorso che gli agenti del Destino hanno deciso per l’uomo.

 

VOTO 6,5

 

 

Che Philip K. Dick ci possa sorprendere continuamente è scontato e ci riesce abbastanza anche questa volta, sebbene non proprio come in altre occasioni senz’altro migliori. L’idea di base, fantascientifica come sempre, è che ognuno di noi ha un destino già scritto e previsto che nessuno può cambiare e per far rispettare questo obbligo esiste uno stuolo di agenti (gli agenti operativi del Presidente, del grande Burattinaio, insomma) che con giacca, cravatta e borsalino “aggiustano” il nostro cammino quando deviamo, volontariamente o no.

 

 

David Norris (Matt Damon), giovane e brillante deputato di Brooklyn, perde la corsa al Senato. Poco prima del discorso per riconosce la sconfitta e congratularsi con il vincitore. incontra per caso Elise (Emily Blunt), una ballerina affascinante e ribelle, e tra i due scatta un’attrazione immediata. L’incontro lo ispira al sincero discorso che rilancia la sua immagine politica. Un mese dopo, David la rincontra per puro caso su un autobus, ma scopre subito dopo l’esistenza di un “Ufficio di Aggiustamento”: misteriosi uomini in cappello che controllano il destino umano seguendo un Piano prestabilito. Gli agenti gli rivelano che lui ed Elise non dovrebbero stare insieme e lo avvertono di non cercarla più.

 

 

Nonostante gli avvertimenti, David continua a incrociare Elise, spinto da un sentimento che sfida ogni logica. L’Ufficio (composto da interpreti tra cui spiccano John Slattery, Terence Stamp, Michael Kelly) interviene più volte per separarli, sostenendo che la loro relazione comprometterebbe i rispettivi futuri: lui destinato alla Presidenza degli Stati Uniti (!), lei a diventare una coreografa di fama mondiale. Quando uno degli agenti, Harry (Anthony Mackie), decide di aiutarlo, David impara a usare i percorsi che conducono in luoghi diversi della città, raggiunge Elise poco prima del suo matrimonio e le rivela la verità. Inseguiti dagli agenti, i due corrono attraverso New York fino alla sede dell’Ufficio, decisi a difendere il loro amore. Sul tetto del palazzo, circondati, dichiarano di voler scegliere da soli il proprio destino. Cosa può succedere adesso al Piano già scritto?

 

 

Ricorda qualche principio fondamentale della libertà individuale questa trama: il libero arbitrio! Il film di George Nolfi (fino a quel momento soprattutto sceneggiatore di successo per film d’azione come Ocean's Twelve di Steven Soderbergh o The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo di Paul Greengrass) si muove su un equilibrio particolare: da un lato l’impianto fantascientifico, costruito su un’idea di controllo superiore che osserva e corregge il percorso umano; dall’altro una storia d’amore che rifiuta ogni imposizione esterna. Questa tensione tra destino e scelta personale è il vero motore narrativo, più forte degli inseguimenti o degli elementi paranormali. La regia sceglie un tono sobrio, quasi classico, che richiama il cinema degli anni ’40 evocato anche dai cappelli e dall’abbigliamento degli agenti dell’Ufficio. John Toll, direttore della fotografia, contribuisce a dare a New York un aspetto elegante e leggermente sospeso, come se la città fosse un labirinto di possibilità che si aprono e si chiudono a seconda delle decisioni dei protagonisti. 

 

 

Matt Damon interpreta David con una combinazione di determinazione e vulnerabilità: non è un eroe d’azione, ma un uomo che tenta di difendere un sentimento che percepisce come autentico. Emily Blunt, con la sua energia spontanea, rende Elise una figura magnetica, capace di giustificare ogni rischio che David decide di correre. La loro chimica è uno degli elementi che più contribuisce alla riuscita del film.

 

 

Il tema del libero arbitrio, quindi, più che mai, che pur non affrontato in modo filosoficamente rigoroso, viene trattato con una leggerezza che permette allo spettatore di riflettere senza appesantire la narrazione. D’altronde è un cinema che non vuole essere impegnativo. L’idea, piuttosto, che l’amore possa riscrivere il Piano è forse ingenua, ma funziona emotivamente e dà al film un finale che, pur non perfetto, lascia una sensazione di compiutezza. È un’opera che sorprende proprio perché non è il thriller adrenalinico ma un romance travestito da sci‑fi, un racconto su due persone che sfidano un sistema invisibile per difendere la propria libertà emotiva. Che è l’aspetto più importante. Il titolo originale, molto più significativo, The Adjustment Bureau, indica benissimo i compiti che quegli angeli custodi devono svolgere, anche se riguarda il presidente della nazione più potente della terra.

 


 
 
 

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