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Un uomo sopra la legge (2021)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 22 feb
  • Tempo di lettura: 3 min

Un uomo sopra la legge

The Marksman

USA 2021 thriller 1h48’

 

Regia: Robert Lorenz

Sceneggiatura: Robert Lorenz, Chris Charles, Danny Kravitz

Fotografia: Mark Patten

Montaggio: Luis Carballar

Musiche: Sean Callery

Scenografia: Gregory G. Sandoval

Costumi: Peggy Stamper

 

Liam Neeson: Jim Hanson

Katheryn Winnick: Sarah Pennington

Juan Pablo Raba: Mauricio

Teresa Ruiz: Rosa

Jacob Perez: Miguel

Antonio Leyba: Rigo

 

TRAMA: Jim Hanson, allevatore e veterano della guerra del Vietnam, sta attraversando un momento difficile. Vive in Arizona lungo il confine tra Stati Uniti e Messico, ha appena perso la moglie per colpa del cancro e la banca sta per ipotecare la sua vasta proprietà, proprio quando giungono due immigrati clandestini: una madre con il suo piccolo figlio.

 

VOTO 6

 

 

Action drama americano del 2021 diretto da Robert Lorenz, con Liam Neeson nel ruolo di un ex tiratore scelto dei Marines che vive isolato al confine tra Arizona e Messico. Il film unisce elementi da road movie, thriller e racconto morale, seguendo un uomo segnato dal passato che si ritrova coinvolto in una fuga disperata.

 

 

Jim Hanson (Liam Neeson) è un veterano dei Marines che vive in solitudine in un ranch dell’Arizona, vicino al confine. La sua vita è scandita da piccoli lavori, difficoltà economiche e un rapporto distante ma affettuoso con la figliastra, agente della Border Patrol. Un giorno, durante una delle sue abituali ricognizioni lungo il confine, Jim incrocia una donna e suo figlio in fuga da un cartello criminale messicano. L’incontro, inizialmente casuale, si trasforma rapidamente in un evento che cambia il corso della sua vita.

 

 

Costretto dalle circostanze a intervenire, Jim si ritrova a proteggere il ragazzo, Miguel, mentre un gruppo di sicari attraversa illegalmente il confine per dargli la caccia. Nonostante le sue perplessità e il desiderio di restare fuori dai guai, decide di accompagnare il ragazzino verso un luogo sicuro, intraprendendo un viaggio attraverso gli Stati Uniti.

 

 

La strada si rivela piena di ostacoli: inseguimenti, deviazioni forzate, incontri ambigui e la costante sensazione di essere braccati. Jim, uomo abituato a non chiedere aiuto, deve confrontarsi con la responsabilità morale verso un bambino che non conosce, ma che dipende completamente da lui. Nel corso del viaggio, tra silenzi, diffidenze e piccoli gesti di fiducia, tra i due nasce un legame inatteso.

 

 

Il film segue il loro percorso attraverso motel anonimi, stazioni di servizio, strade secondarie e paesaggi rurali, mentre il cartello si avvicina sempre di più. Jim, segnato dal passato e dalle perdite, trova in questa missione un’occasione di riscatto personale. Il viaggio diventa così non solo una fuga, ma anche un confronto con ciò che resta della sua umanità.

 

 

Sembra più un film con Clint Eastwood che un film con Liam Neeson. Il tiratore scelto, come dice il titolo originale, è un vecchio leggermente razzista, patriottico in tutto e per tutto, ma le circostanze gli fanno leggermente cambiare idea per via di un’improbabile e inattesa relazione di amicizia e di salvezza verso un piccolo ometto di colore, forse perché intenerito dalla giovane età e anche perché intravede un’ingiustizia in corso. Lo vediamo come un anziano cupo, al limite dell’irritabile, che viene trascinato di nuovo nella violenza dopo aver deciso a malincuore di mettere da parte i suoi pregiudizi e aiutare qualcun altro. Sarà che si rassomiglia per davvero ad uno dei personaggi del monumento Clint, ma ciò accade anche perché il film è diretto e co-sceneggiato dal produttore di lunga data di Eastwood, Robert Lorenz (regista appunto di Di nuovo in gioco).

 

 

La formula non ha sorprese, ma è eseguita in modo soddisfacente. Liam Neeson è molto bravo nei panni di Jim, rendendo l’irascibilità del personaggio più sfumata di quanto avrebbe fatto Clint, ma come lui avverte (come in Gran Torino?) quel senso di perdita che ha preso il sopravvento sulla sua vita, un senso che potrebbe essere migliorato dando a qualcun altro la possibilità di un futuro migliore.

Grosso modo sufficiente nel complesso.

 


 
 
 

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